Siamo ex pazienti di una terapia intensiva “aperta”.
Aperta, nella nostra esperienza, vuol dire che i parenti possono entrare nel reparto e stare vicino ai loro malati durante tutto il giorno e la notte.
24 ore
In questo sito proponiamo esperienze e informazioni, perché riteniamo che l’apertura, piena, dei reparti sia un diritto per tutti, e non un nostro isolatissimo privilegio.
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ci piace iniziare con questa pagina che ha scritto per il nostro sito Sergio Livigni, primario del reparto di Terapia intensiva dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino
Oltre la Terapia Intensiva aperta
Cercherò di spiegare perché ritengo che l’apertura di una Terapia Intensiva non significhi soltanto “la razionale riduzione o abolizione di tutte le limitazioni non motivatamente necessarie poste a livello temporale , fisico, relazionale”, o meglio, perché ritengo che questa riduzione o abolizione sia necessaria, ma non sufficiente.
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Report, RAI 3, 21-11-2011 C’è chi dice no: Sergio Livigni
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a cura di Giuseppe Naretto (Servizio di Anestesia e Rianimazione 2 DEA dell’Ospedale S.G. Bosco di Torino), responsabile dell’ ambulatorio di follow up del reparto:
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Anche noi siamo pronti, come la Terapia intensiva olandese della fotografia, a far entrare animali da compagnia nel caso siano importanti per la qualità della cura; ma non lo faccio ancora perché temo che sarebbe preso come una provocazione. Occorre che prima molti reparti si aprano completamente, e che questo venga comunemente recepito come situazione di normalità. O forse no, forse sarebbe già capito (Sergio Livigni).
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quanto sono aperte le terapie intensive in Italia? Dati relativi a 369 reparti
breve commento alla rilevazione
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dove sono le Terapie Intensive aperte in Italia?
Rilevazione aggiornata al 20 dicembre 2010
Ogni stella rappresenta un reparto aperto ai parenti 24 ore al giorno
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formare la terapia intensiva aperta in Italia. I corsi residenziali di Villa Gualino. Torino
terapie intensive aperte, formazione per la relazione (in Emilia-Romagna)
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Il paziente dopo la dimissione non è più affar nostro?
La malattia di un paziente non si esaurisce con la sua dimissione dalla terapia intensiva…
Giuseppe Naretto (Servizio di Anestesia e Rianimazione 2 DEA dell’Ospedale S.G. Bosco di Torino)
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… Aperti siamo tutti noi - oss, infermieri, caposala, medici, visitatori – quando ci chiediamo con onestà intellettuale e morale che cosa possiamo fare per chi ci rivolge una richiesta di aiuto. Richiesta di cura, di “fare tutto il possibile” ma anche di non accanirci su un percorso doloroso e inutile; richiesta di stare “dentro con lui”; richiesta di lasciarci lavorare senza farci continue domande “perché proprio adesso non posso ma sicuramente le risponderò non appena avrò finito”; richiesta di non domandarci di essere infallibili. Tutto questo e molto altro ancora caratterizza l’apertura di una terapia intensiva: un flusso bi-direzionale di umanità, di comprensione, di rispetto …
Sally Calva, medico anestesista, (Servizio di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Sant’Anna di Torino)
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Alcune riflessioni sulla terapia intensiva in ostetricia
La realtà ostetrica italiana è variegata e mutevole nella sua rappresentazione
sul territorio, ma c’è un filo rosso ed è l’arretratezza culturale che la
segna…
Evelina Gollo, primario del Servizio di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Sant’Anna di Torino
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Di Antonella Barbierato (infermiera nella Cardiochirurgia dell’Ospedale di Alessandria) abbiamo già inserito la tesi di laurea. Ora inseriamo una pagina che ha intitolato Tutto in una stanza. Il reparto in cui lavora, dove l’attenzione all’accoglienza e alla cura del paziente sono massime, si dimostra interessato ad affrontare il tema dell’apertura ai parenti. La pagina che ha scritto Antonella ci offre l’autenticità di una riflessione profonda.
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Abbiamo chiesto a Gian Maria Bianchi, anestesista rianimatore alessandrino, perché ormai si parla molto di aperture ma si apre ancora poco.
… Forse perché il SSN (sistema sanitario nazionale), essendo di Stato e non di moto, è statico. A volte assomiglia proprio ad un incrocio giurassico tra il burosauro e il tyrannosaurus rex, tra lentezza e autoritarismo. Non per niente, nel suo Cammino di Santiago, Paulo Coelho ha scritto che “si scorge sempre il cammino migliore da seguire, ma si sceglie di percorrere solo quello a cui si è abituati” …
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Il 12 maggio Catia Quagliotto ha scritto un interessante commento all’ultimo post che ho inserito sul mio sito (www.luciafontanella.com; il titolo del post è Ancora sulle terapie intensive aperte), e lì le ho risposto.
Essendo l’argomento molto importante anche per questo sito, le ho chiesto il permesso di pubblicarlo anche qui, ed eccolo:
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Il dottor Andrea Ciani scrive (anche questa lettera è nata come commento al sito citato sopra):
“sono un medico che lavora in una Rianimazione della Toscana da 4 anni, proprio da quel Marzo 2007, quando il Difensore Civico regionale chiedeva adeguamenti o linee guida per l’”apertura” dei reparti di Terapia Intensiva.
Il reparto dove sono stato assuntoA era già “Aperto”…
Il tema dell’Accreditamento all’apertura ci interessa molto. Sappiamo che è una iniziativa della Regione Toscana, ma ci piacerebbe sapere se è attivo anche in altre Regioni, o se sta per essere attivato.
Ogni informazione a proposito è gradita in questo sito.
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18 ottobre 2011:
La coordinatrice Edna Biase ha presentato il 24 settembre ad Alessandria questo materiale sul reparto di Terapia intensiva dell’Ospedale di Asti. La ringraziamo per averci permesso di pubblicarlo, perché siamo certi che aiuterà altri ad intraprendere il percorso dell’apertura.
Quel grande vaso di gerani (che sembrano proprio veri) ci ha commosso. Grazie di aver capito i nostri racconti.
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18 febbraio 2012
Da Lecco il racconto di un percorso di apertura, e alcune immagini che allargano il cuore.
Scrive il dottor Giuseppe Nattino:
Il nostro è un reparto di 8 posti letto suddivisi in un locale da 3 posti letto, uno da 2 e 3 stanze singole di cui una isolata con zona filtro.
Fino al settembre 2010 le visite dei familiari erano consentite a 2 persone per 30 min 2 volte al giorno: dalle 13 alle 13,30 e dalle 18,30 alle 19 nei giorni feriali e 1 volta al giorno per 1 h dalle 15 alle 16 nei giorni festivi. L’accesso era invece consentito liberamente ai genitori dei bambini ricoverati.
Nel 2009….
- A supporto della considerazione precedente cito un recente episodio: un Paziente anziano ricoverato da oltre un mese e mezzo per le conseguenze di una grave pancreatite acuta, nonostante ricevesse visite assidue da parte dei familiari, aveva delle quotidiane crisi di pianto e sconforto perché pensava al suo cane che lo seguiva sempre e dovunque come la sua ombra e temeva che soffrisse per sua assenza. Durante la lunga fase di svezzamento in cui il Paziente alternava periodi di CPAP a periodi di respiro spontaneo, in un paio di occasioni in cui il reparto era “tranquillo”, lo abbiamo spostato in una stanza attigua al reparto dove i familiari hanno potuto portargli il suo amatissimo cagnolino e facendogli, a suo dire, il più bel regalo che avesse mai ricevuto. Niente più pianti, grinta e motivazione alle stelle durante la fisioterapia e svezzamento completato nel giro di una decina di giorni.
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Tesi di laurea. Ci è parso molto importante segnalare in questo sito tesi di laurea, già discusse o in fase di elaborazione, che riguardino l’apertura dei reparti ospedalieri. Troverete i testi o le notizie relative nella pagina “Materiali”.


